Come creare una landing page ad alta conversione per la campagna pubblicitaria?
L'ottimizzazione SEO della landing page: elementi chiave per massimizzare il ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS)
È un'ottima idea quella di voler approfondire come creare una landing page che spacchi! È una di quelle cose che fa la differenza vera tra una campagna pubblicitaria che brucia i soldi e una che ti fa dire: "Ehi, ho beccato l'oro!".
Se ti stai lanciando in una campagna Google, Facebook o qualsiasi altra piattaforma, la landing page non è un optional, è il motore che trasforma i semplici visitatori in clienti paganti.
Molti pensano che basti una bella grafica e un modulo ma ti assicuro che c'è molto, molto di più!
Sei pronto a scoprire i segreti per creare una macchina da conversione? Andiamo!
Indice dei paragrafi:
- Perché la tua landing page non è la tua homepage
- L'anatomia di una landing page che converte (e che non fa scappare la gente)
- Titolo: il tuo biglietto da visita (o il tuo addio)
- La proposta di valore (Unique Value Proposition, UVP): perché proprio tu?
- I benefici, non le funzioni: cosa ci guadagno?
- La prova sociale: non dirlo tu, fallo dire agli altri!
- Le immagini e i video: l'occhio vuole la sua parte
- Il modulo e la call to action (CTA): il momento della verità
- Landing page per la lead generation vs landing page per la vendita
- I test A/B: l'unico modo per avere ragione (e fare più soldi)
- Conclusione: smetti di buttare via i tuoi soldi in campagne senza senso!
Perché la tua landing page non è la tua homepage

Prima regola: la tua landing page non è la tua homepage travestita, non necessariamente almeno. So che la tentazione è forte. "Ho già un sito bellissimo, perché non usare la pagina principale?". Risposta secca: perché non funziona!
La homepage è come un centro commerciale: ha tante vetrine, tante distrazioni, tanti percorsi. È pensata per chi sta curiosando.
La landing page, invece, è un bisturi laser. Ha un unico, solo, ossessivo obiettivo: far compiere al visitatore una singola azione (la conversione). Zero menu di navigazione, zero link che portano altrove. Solo la via dritta verso la soluzione che hai promesso nell'annuncio. Se la gente clicca sul tuo annuncio di Google che dice "Scarica l'e-book X", non deve finire sulla pagina "Chi siamo", deve finire sulla pagina dove può scaricare l'e-book X. Semplice, no?
L'anatomia di una landing page che converte (e che non fa scappare la gente)
Una landing page di successo è costruita con una logica ferrea. È come un bravo venditore che sa esattamente cosa dire, quando dirlo e come chiudere l'affare. Ecco gli elementi che non possono mancare.
1. Titolo: il tuo biglietto da visita (o il tuo addio)
Hai, forse, tre secondi per catturare l'attenzione.
Il titolo è il primo contatto, il più cruciale, perché decide se il visitatore continua a leggere o se torna su Google per cercare il tuo concorrente.
Il titolo deve avere tre caratteristiche:
- Chiarezza: deve essere cristallino. Nessuna ambiguità.
- Risonanza: deve corrispondere esattamente alla promessa fatta nel tuo annuncio pubblicitario (il "message match").
- Beneficio: deve urlare il vantaggio principale. Non "Il nostro software di gestione", ma "Risparmia 10 ore a settimana con il nostro software di gestione!".
Sii audace, ma soprattutto, sii onesto e diretto.
2. La proposta di valore (Unique Value Proposition, UVP): perché proprio tu?
Dopo il titolo, devi subito spiegare perché la tua offerta è unica. Perché devo scegliere te e non i mille altri che fanno una cosa simile? La tua UVP non è una lista di funzioni ma la sintesi di ciò che risolvi e del modo in cui lo fai meglio degli altri.
Spesso, basta una frase o un breve paragrafo sotto il titolo che risponda alla domanda: "Cosa mi offri e perché dovrei crederci?". Sii specifico. "Offriamo un servizio di spedizione veloce" è banale. "Ricevi il tuo ordine entro 24 ore o ti rimborsiamo la spedizione" è una proposta di valore.
3. I benefici, non le funzioni: cosa ci guadagno?
La gente spesso non vuole comprare trapani (funzione) ma fori nel muro (beneficio). Ricordatelo sempre.
Invece di elencare le caratteristiche tecniche del tuo prodotto/servizio, devi tradurle in vantaggi reali per chi legge. Usa degli elenchi puntati, sono super facili da leggere sullo smartphone (e a me e a Google piacciono un sacco!).
- Non scrivere: "Il nostro software ha un database SQL integrato."
- Scrivi: "Tutte le tue informazioni sono al sicuro e accessibili in meno di un secondo, anche dal tuo smartphone. Mai più dati persi!"
Devi entrare nella testa del tuo potenziale cliente e risolvere i suoi problemi, anche quelli che non sa di avere!
4. La prova sociale: non dirlo tu, fallo dire agli altri!

Siamo tutti un po' scettici, ammettiamolo. Il modo più efficace per abbattere lo scetticismo è far parlare chi ha già comprato da te. La prova sociale è il tuo miglior alleato:
- Testimonianze: brevi, specifiche, con nome e foto (se possibile). Una testimonianza vera, magari anche un po' sgrammaticata (ma senza esagerare ) vale molto di più di un testo perfetto e finto.
- Loghi di clienti importanti: se hai lavorato con aziende conosciute, metti i loro loghi in bella vista. È un sigillo di fiducia istantaneo.
- Statistiche: "Oltre 5.000 clienti soddisfatti", "Tasso di conversione aumentato del 42%", ecc.
La prova sociale dice: "Non sono solo io a dirlo, ma tante altre persone come te sono felici di aver scelto questo prodotto/servizio".
5. Le immagini e i video: l'occhio vuole la sua parte

Un'immagine vale più di mille parole, specialmente quando si tratta di una landing page.
- Immagini di alta qualità: devono essere chiare, pertinenti e mostrare il prodotto/servizio in azione. Se vendi un servizio, usa l'immagine di una persona felice che beneficia del servizio (non l'immagine di un uomo che stringe la mano in un ufficio, dai!).
- Video: se puoi, metti un breve video esplicativo. È il modo più veloce per trasmettere la tua UVP e i benefici. Molti preferiscono guardare un video di 60 secondi piuttosto che leggere 300 parole.
Ricorda, le immagini devono essere ottimizzate per il caricamento veloce, soprattutto su mobile. Se la tua pagina ci mette un'eternità a caricarsi, la gente chiude prima ancora di vederla.
6. Il modulo e la call to action (CTA): il momento della verità
Questo è il culmine di tutto il tuo sforzo. Hai convinto il visitatore, ora devi chiudere l'affare.
- Il Modulo: chiedi solo le informazioni assolutamente necessarie. Se il tuo obiettivo è la lead generation (generare contatti), non chiedere l'indirizzo di casa! Di solito, nome e indirizzo email bastano e avanzano. Più campi ci sono, più la gente scappa. Meno "attrito" crei, meglio è.
- La Call to Action (CTA): il pulsante magico. Non scrivere mai solo "Invia". È noioso e generico. La tua CTA deve essere:
- Specifica: "Scarica la mia guida gratuita ora!"
- Orientata al beneficio: "Sblocca i tuoi primi 10 clienti"
- Urgente: "Inizia la prova gratuita di 7 giorni"
Rendi il pulsante di un colore contrastante rispetto al resto della pagina, in modo che salti all'occhio. Non nasconderlo. Dev'essere quasi il famoso "pugno nell'occhio".
Landing page per la lead generation vs landing page per la vendita
Non tutte le landing page sono uguali. L'approccio cambia a seconda dell'obiettivo:
- Lead Generation (obiettivo: acquisire un contatto): queste pagine sono in genere più corte e mirano a ottenere un'email in cambio di un "magnete" gratuito di valore (e-book, webinar, checklist). Il rischio percepito per l'utente è basso, quindi possono essere più semplici.
- Vendita (obiettivo: vendere direttamente): queste pagine (spesso chiamate Sales Page) sono molto più lunghe e dettagliate. Devono includere più prove sociali, una spiegazione approfondita del servizio o prodotto e una gestione maniacale di ogni possibile obiezione del cliente. Il rischio percepito è alto (deve tirare fuori la carta di credito), quindi devi costruire molta più fiducia.
Sii sempre consapevole dell'obiettivo che stai cercando di raggiungere con la tua campagna pubblicitaria, perché questo influenzerà pesantemente la lunghezza e il tono della tua landing page.
I test A/B: l'unico modo per avere ragione (e fare più soldi)

Non chiederti "La mia landing page è bella?", ma chiediti "La mia landing page converte?". E c'è solo un modo per saperlo: i test A/B.
Io, te lo dico chiaramente, posso darti tutti i consigli del mondo, ma l'unica persona che sa veramente cosa vuole il tuo cliente è... il tuo cliente!
I test A/B (o split testing) significano semplicemente creare due versioni della stessa pagina (A e B) e mostrare a metà del traffico la versione A e all'altra metà la versione B.
Cosa puoi testare? Praticamente tutto:
- Il titolo: la cosa che influenza di più la conversione.
- Il colore della CTA: blu o arancione? Prova e scopri.
- L'immagine principale: un'immagine di una persona o del prodotto?
- La lunghezza del modulo: 2 campi o 5 campi?
Testa una cosa alla volta perché altrimenti non riesci a capire quale fattore ha influito positivamente o negativamente sulla scelta di A o B e, solo quando hai un risultato statisticamente rilevante, adotta la versione vincente.
I test A/B sono il segreto dei Pro per continuare a migliorare la performance delle tue campagne e-Commerce.
Conclusione: smetti di buttare via i tuoi soldi in campagne senza senso!
Se hai seguito tutti questi passaggi, ti ritrovi in mano un vero e proprio strumento di marketing, non una semplice paginetta online.
Ricorda il mantra: la landing page è l'estensione del tuo annuncio.
Smettila di spendere soldi preziosi in campagne che portano traffico su una pagina che non è pronta ad accoglierlo e a convertirlo. Prima di lanciare la prossima campagna, metti a punto la tua landing page. Sii ossessivo sui dettagli, chiedi il feedback, e soprattutto, fai test, fai test, fai test!
Adesso sai cosa fare. Sei pronto a costruire la tua prima vera macchina da soldi digitale? Ti aspetto dall'altra parte del pulsante CTA!
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