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Come creare le immagini per un sito web

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PixelQuando lavoro per clienti non molto esperti incontro sempre delle difficoltà nel far comprendere qual è il formato corretto in cui mi dovrebbero fornire le immagini da inserire nel loro sito.

Infatti non tutti sanno quanti pixel è largo e alto il loro schermo, qual è la risoluzione della loro fotocamera (larghezza per altezza oppure megapixel o Mpx o MP), cosa sia l'aspect ratio e spesso non è chiaro neanche cosa sia un pixel, né come i pixel compongano un'immagine digitale. Per molti è un mistero anche come capire quali siano le dimensioni di un'immagine presente in un file sul loro computer.

Ho deciso di scrivere questo articolo per aiutare queste persone a comprendere pochi, semplici concetti, non per creare un sito web ma sufficienti per permettergli di collaborare allo sviluppo del loro sito, senza dover "palleggiare" immagini con lo sviluppatore avanti e indietro fino a trovare quella giusta, con grande perdita di tempo (e denaro) da entrambe le parti.

I più esperti mi perdoneranno se cercherò di utilizzare un linguaggio non troppo "tecnico", sperando così di trasmettere questi concetti nel modo più semplice e chiaro possibile a un pubblico non tecnico, a cui quest'articolo si rivolge.

Data la lunghezza dell'articolo ho ritenuto opportuno inserire un piccolo indice:

Cos' è un pixel

MosaicoIn breve: il pixel è il più piccolo elemento di un'immagine.

Chiariamo meglio: un'immagine digitale è formata in modo molto simile a un mosaico, con la sola differenza che mentre nel mosaico le tessere sono disposte "a piacere", in modo irregolare, nell'immagine digitale sono sempre disposte in modo ordinato, per righe e colonne.

Inoltre, come nel mosaico ogni tessera può essere di colore diverso dalle altre, anche nelle immagini digitali ogni pixel può assumere un diverso colore. Quando il numero di pixel è abbastanza elevato, il nostro occhio imperfetto interpola i pixel e ci fornisce l'illusione di un'immagine "continua" in cui i pixel non sono più distinguibili.

Nell'esempio qui sotto puoi osservare la foto di un noto dipinto in cui le "tessere del mosaico" sono state rese ben visibili. La prima immagine è composta da 10x10 pixel ("tessere", nell'esempio del mosaico) mentre l'ultima è composta da 1000x1000 pixel. Clicca sulle singole immagini per ingrandirle:

Gioconda 10x10
10x10 pixel
Gioconda 20x20
20x20 pixel
Gioconda 50x50
50x50 pixel
Gioconda 100x100
100x100 pixel
Gioconda 1000x1000
1000x1000 pixel

Ecco come appaiono le stesse immagini a grandezza naturale:

Gioconda 10x10
10x10 pixel
Gioconda 20x20
20x20 pixel
Gioconda 50x50
50x50 pixel
Gioconda 100x100
100x100 pixel
Gioconda 1000x1000
1000x1000 pixel (potresti vedere l'immagine ridotta se stai guardando questa pagina su uno schermo piccolo)

Aspect ratio

Bene, ora che abbiamo compreso cosa sono i pixel concentriamoci sulle proporzioni di un'immagine, cioè il rapporto tra il numero di pixel in orizzontale e il numero di pixel in verticale (x:y).

Abbiamo detto che l'immagine migliore della Gioconda utilizzata per l'esempio precedente è formata da 1000 pixel in orizzontale e altrettanti in verticale. Se i pixel sono quadrati (possono essere anche rettangolari ma per semplicità non parlerò di questo argomento in questo articolo) allora l'immagine apparirà quadrata perché i suoi lati sono tutti delle stesse dimensioni.

In questo caso si dice che l'immagine ha un aspect ratio di 1:1 (si legge "uno a uno"). Infatti 1000:1000=1:1.

Comunemente però le immagini delle fotocamere, sia "analogiche" che digitali, non sono quadrate ma rettangolari (a parte, per esempio, l'ottima vecchia 6x6 cm) e di solito hanno un aspect ratio di 4:3 (3:4 se sono verticali) oppure 3:2, come nel caso della pellicola 36x24 mm e altri ancora.

Questo vuol dire che in un formato 4:3, il lato più corto dell'immagine è tre quarti del lato più lungo, qualsiasi sia l'unità di misura del lato (pixel, centimetri, metri, ecc...) oppure, esprimendo lo stesso concetto in modo diverso, che il lato corto è uguale al lato lungo moltiplicato per 0,75.
Esempi di formato 4:3 sono: 800x600 (o 600x800 se la foto è verticale), 3264x2448 (o 2448x3264), 4000x3000 (o 3000x4000), ecc...

Lo stesso principio è applicato ai formati di stampa in cui, per esempio, i tipici formati 10x15, 12x18 e 20x30 cm rispettano un aspect ratio di 2:3 o, espresso in altro modo, 0,67.

Ecco degli esempi "visivi" per alcuni aspect ratio molto diffusi:

Aspect ratio 4:3
4:3
Aspect ratio 3:2
3:2
Aspect ratio 16:9
16:9
Aspect ratio 2,35:1
2,35:1

Adattamento delle proporzioni

Quando è possibile mostrare l'immagine intera, a parte la scelta delle dimensioni che affronteremo più avanti in questo articolo, non c'è nessun ulteriore problema da affrontare.

Purtroppo però quando si sviluppa un sito web non sempre, anzi, quasi mai le aree destinate a contenere le immagini hanno un aspect ratio di 4:3 o 3:2, tipici delle macchine fotografiche e lo schermo stesso, che può avere risoluzioni e aspect ratio diversi a seconda del dispositivo, può essere un ostacolo alla visualizzazione corretta dell'immagine.

Spesso le immagini sono utilizzate in slideshow a piena larghezza schermo ma alti poche decine o centinaia di pixel, arrivando ad avere aspect ratio anche di 4:1 o ancora più "spinti".

Ecco che nasce l'esigenza di "ritagliare" l'immagine per renderla compatibile con la "finestra" che la conterrà.

Ipotizziamo di dover inserire un'immagine in una "finestra" di 800x200 px, come quella qui sotto:

Finestra 800x200 (4:1)
Finestra 800x200 (4:1)

L'immagine che dobbiamo inserire è questa:

Panorama 800x600 (4:3)
Panorama 800x600 (4:3)

Come probabilmente avrai già intuito non abbiamo molte possibilità e le soluzioni sono soltanto tre:


    1. Zoom - Rimpicciolire l'immagine nel riquadro riempiendone l'altezza. Purtroppo questa soluzione lascia due bande laterali vuote nella finestra:
Riempimento verticale

    1. Stretch - "Stirare" l'immagine allargandola per riempire la "finestra", cambiandone l'aspect ratio da 4:3 a 4:1. Ovviamente questa soluzione è pessima perché deforma l'immagine in modo molto sgradevole, alterandone le proporzioni e facendo apparire gli oggetti "allargati e schiacciati":
Riempimento con deformazione

    1. Crop - Ritagliare l'immagine scegliendo un'inquadratura che occupi l'intera finestra mantenendo un impatto estetico gradevole, che è anche la soluzione maggiormente utilizzata.

Purtroppo questa soluzione richiede un compromesso. Infatti ci costringe a scegliere quale parte dell'immagine scartare, decidendo se mostrare la montagna...

Ritaglio montagna

...oppure mostrare la barca:

Ritaglio barca

Quest'ultima soluzione offre il vantaggio di non deformare l'immagine ma comporta un'accurata selezione delle foto da caricare, in base all'aspect ratio dello spazio a loro destinato, preferendo quelle che si sviluppano in larghezza rispetto a quelle che si sviluppano in altezza.

Consiglio: se devi scattare delle foto per un sito Web e sai che dovranno essere inserite in un "contenitore" con aspect ratio (x/y) fisso e conosciuto, con un qualsiasi programma di grafica realizza un rettangolo che abbia lo stesso aspect ratio del "contenitore" e stampalo su un foglio di carta o cartoncino (meglio se scuro).

Poi, con delle forbici o un taglierino, elimina la parte interna del rettangolo in modo da creare un "telaio" che ti consenta di osservare l'inquadratura e verificare che tutte le parti importanti del soggetto possano entrare nel "contenitore" di destinazione.

Questo è l'esempio con un telaio con aspect ratio di 5:1 che "inquadra" le montagne dello stesso panorama della foto della barca qui sopra:

Telaio

Se vuoi, puoi scaricare il PDF del telaio 5:1.

Adattamento della risoluzione

Esattamente come nella fotografia "analogica", anche con le immagini digitali è sempre possibile e semplice ridurne le dimensioni ma è sconsigliabilissimo aumentarle perché, analogamente all'ingrandimento esagerato di un negativo che evidenzia quella che viene chiamata "grana", ingrandire un'immagine digitale evidenzia i pixel in quanto, aumentandone le dimensioni, li rende visibili a occhio nudo e restituisce un fastidioso effetto detto, appunto, "mosaico". L'effetto di cui parliamo è quello visibile negli esempi della Gioconda descritti in precedenza di cui puoi vedere il più rappresentativo cliccando qui.

Se non è richiesta una qualità eccellente delle immagini, è sempre possibile ingrandirle di qualche punto percentuale ma è sempre meglio non esagerare e non superare mai un ingrandimento del 3 o 4%.

Ecco perché se sul sito dev'essere riempito uno spazio 800x600 o maggiore non puoi inviare allo sviluppatore una foto 640x480! Lo costringi a telefonarti per dirti che non va bene... e avrete perso tempo entrambi! Smile

In realtà esistono dei programmi che consentono, tramite algoritmi particolari, di aumentare la risoluzione di un'immagine senza peggiorarne troppo la qualità "inventando" i pixel aggiunti, ma è sempre meglio cercare di evitare di utilizzarli, a meno che non sia strettamente necessario.

La compressione

Qui entriamo in un ambito un po' più tecnico ma cercherò comunque di rendere chiari almeno i principi di base.

Uno degli aspetti che bisogna valutare con attenzione quando si crea una pagina web è quello della quantità di dati (byte) che il dispositivo del visitatore dovrà scaricare per poterla visualizzare.

Oggi i collegamenti a internet sono molto veloci rispetto anche solo a pochi anni fa ma contemporaneamente, proprio perché non siamo più abituati alle interminabili attese per scaricare pochi byte attraverso i vecchi modem 56k, le nostre aspettative in termini di velocità sono aumentate in proporzione alla bontà dei collegamenti.

Ed ecco che un'attesa di soli 5 secondi per scaricare una pagina web ci sembra interminabile e spesso decidiamo di lasciar perdere e cambiamo sito prima che il download della pagina sia completato.

Come conseguenza, proprio il rischio di perdere visitatori incentiva i committenti e gli sviluppatori a "dosare" con attenzione la quantità e la qualità delle immagini da inserire in un sito web, cercando sempre di non superare i 3 secondi come tempo di caricamento della pagina.

A questa esigenza, come anche a quella di occupare meno spazio possibile sul disco quando si archiviano delle foto, hanno pensato le persone che hanno sviluppato gli "algoritmi di compressione" delle immagini.

Questi algoritmi altro non sono che processi di elaborazione che rendono possibile la riduzione del "peso" (byte occupati) di una foto senza comprometterne la qualità oppure riducendola in modo impercettibile dall'imperfetto occhio umano.

Gli algoritmi di compressione si dividono in:

  • Lossless (senza perdita): questi algoritmi permettono di comprimere un'immagine con un sistema molto simile a quello utilizzato dagli archivi .ZIP o .RAR, riducendo il peso dell'immagine senza comprometterne la qualità. In un esempio estremamente semplicistico, se dovessi memorizzare una sequenza di 100 "zeri", potrei scrivere in un file tutti e 100 gli zeri in questo modo:

    0000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000

    Oppure potrei memorizzare il comando di riprodurre 100 zeri quando si legge il file:

    100x0

    Utilizzando questa tecnica ho occupato soltanto 5 byte invece dei 100 necessari a memorizzare tutti gli zeri e quando andrò a rileggere il file, il computer mi restituirà una sequenza di 100 zeri, cioè esattamente l'informazione originale.
  • Lossy (con perdita): questo tipo di compressione sfrutta le approssimazioni dell'occhio umano incapace, entro certi limiti, di distinguere lievi differenze di colore. Più semplicemente questo tipo di compressione si basa sul fatto che che una certa perdita di qualità (che è possibile impostare) è accettabile a favore di un minore spazio occupato. Viene generato un file il più possibile simile all'originale (ma non identico), riducendone il "peso".
    Un tipo di compressione molto diffuso è quello delle immagini in formato .JPG (JPEG) utilizzato dalla maggior parte delle fotocamere digitali commerciali.

Nell'esempio seguente è riprodotta una scala di colori a differenti livelli di qualità di compressione.

Livelli di compressione

Come si può osservare, la differenza tra una qualità e l'altra non è grandissima ma, prendendo come riferimento l'immagine della barca utilizzata nel paragrafo precedente, tra la sua versione non compressa e la stessa immagine alla compressione più spinta c'è un risparmio in termini di byte del 96%!!!

Questa è la stessa immagine con le "approssimazioni" messe in risalto artificialmente.

Livelli di compressione evidenziati

Ecco le due versioni della barca a confronto: è indiscutibile che per risparmiare il 96% (ma va bene risparmiare anche di meno scegliendo una compressione meno spinta) vale la pena utilizzare il formato compresso, vista la quasi impercettibile perdita di qualità (si nota qualche lieve disturbo nella zona delle nubi):

Compressioni a confronto

C'è un solo vero unico problema con le immagini compresse con metodo "lossy": qualsiasi elaborazione dell'immagine richiede una ulteriore compressione durante il salvataggio e in questo caso le alterazioni introdotte dalla compressione si notano e molto.

Quindi è consigliabile utilizzarle soltanto quando non sono richieste elaborazioni o quando la qualità dell'originale è comunque molto più alta di quella del risultato desiderato.

Scattare delle belle foto

Qualsiasi sia il prodotto che vendi tramite il tuo Sito Web, nel caso tu debba scattare delle foto dei prodotti, non devi sottovalutare questo impegno: non c'è niente di più triste di un Sito Web ben fatto ma con delle foto "approssimative" che rovinano completamente l'impressione che il visitatore riceve sulla serietà dell'Azienda e la bontà del prodotto.

Ecco perché, se il tuo budget lo consente, ti consiglio di rivolgerti a un fotografo professionista a cui però dovrai fornire delle indicazioni sullo scopo delle foto PRIMA che lui inizi a scattare le foto.

In mancanza di "fondi" potrai anche scattare le foto in autonomia, soprattutto se hai una buona macchina fotografica e un po' di esperienza. Ma puoi ottenere buoni risultati anche con un moderno Smartphone.

Però mi permetto di darti qualche consiglio:

  • Attento all'illuminazione!
    La foto di un soggetto poco illuminato può soffrire di scarsa "profondità di campo" con conseguenti sfocature mentre un'illuminazione intensa ma errata può produrre ombre sgradevoli sul soggetto o intorno a lui.
    Può essere utile ricorrere a un Kit d'illuminazione con fondali per ottenere buoni risultati.
    N.B.: in alcuni casi potrebbe essere interessante forzare il diaframma ad aperture maggiori in modo da ridurre la profondità di campo e ottenere una sfocatura controllata, con il primo piano a fuoco e gli altri piani sfocati. Fai delle prove e confronta i risultati.
  • Usa un cavalletto!
    Delle tante foto che mi sono state inviate per essere inserite nei Siti Web, almeno il 50% di quelle scartate erano palesemente "mosse".
    Un cavalletto (o treppiede) costa pochi euro (non devi necessariamente comprarne uno professionale) ed è una dotazione di cui non si può fare a meno.
    Se non hai un cavalletto a disposizione cerca almeno di poggiare la fotocamera su una superficie stabile (un tavolo, una libreria, ecc...) per scattare le foto.
  • Attento all'inquadratura!
    Se la foto dev'essere inserita in una particolare sezione della pagina Web di destinazione, assicurati che questa sezione abbia lo stesso aspect ratio della tua macchina fotografica. In caso contrario, come consigliato nel paragrafo "Adattamento delle proporzioni", costruisciti un telaio su carta o cartoncino in modo da poter essere sicuro che tutti gli oggetti che vuoi che appaiano nell'immagine sul sito siano contenuti nella "finestra".
  • e-Commerce: puoi ottenere buoni risultati con poca spesa!
    Per fotografare prodotti per e-Commerce di modeste dimensioni (se vendi camper o barche puoi passare al punto successivo! Smile) ti consiglio, inoltre, di costruire un "fondale" con dell'economicissimo cartoncino bianco o grigio chiaro, disteso su un tavolo e curvato (NON PIEGATO, altrimenti si vede lo "spigolo"!), in modo da avere una base orizzontale su cui poggiare l'oggetto e uno sfondo verticale.
    Potrai disporre su due lati DX e SX due lampade adatte a illuminare il soggetto e per eliminare le ombre dovute eventuale utilizzo del flash della fotocamera.
    In alternativa puoi acquistare un "Mini Kit" oppure un Kit d'illuminazione con fondali.
  • Pulisci accuratamente il soggetto!
    Cosa c'è di meno professionale della foto di un prodotto impolverato, macchiato o pieno d'impronte? Pulisci i tuoi prodotti prima di fotografarli!

Come dicevo, sono disponibili in commercio dei "kit" per scattare foto per i cataloghi.

Questo è un "Mini Kit" per fotografare piccoli oggetti, dotato di LED d'illuminazione incorporati e che puoi comprare su Amazon:

 

Mini Kit

Invece, per soggetti più grandi, è possibile acquistare su Amazon anche un "Set fotografico" per sostenere fondali di diversi colori, utile per fotografare persone, abiti e altri oggetti di dimensioni simili:

Kit Fondali

Oppure è disponibile anche un Kit d'illuminazione completo di supporti e fondali:

Kit Fondali

 

Ma esistono molti altri tipi e modelli di accessori simili. Se vuoi acquistare un'attrezzatura di questo tipo...
Acquista su Amazon!

Leggere le caratteristiche dell'immagine da un file

Info ImmagineSe vuoi conoscere la risoluzione di un'immagine presente sul tuo computer puoi farlo con un metodo molto semplice: seleziona l'immagine, fai click col tasto destro (oppure premi ALT+Invio) e seleziona "Proprietà". Nel pannello "Dettagli" troverai tutte le informazioni sull'immagine, tra cui anche larghezza e altezza in pixel.
Semplice no? Smile

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Fabio Donna

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