Perché pagare un esperto SEO non ti farà vendere di più (se fai questi 5 errori)
Realizzazione Siti Web e posizionamento su Google: ecco perché delegare non basta e cosa devi fare tu per battere la concorrenza.
Hai finalmente deciso di investire nel tuo business. Hai aperto il portafoglio, hai scelto un professionista per la SEO o per lo sviluppo del tuo Sito Web e ora ti siedi comodamente in poltrona aspettando che la pioggia di soldi e clienti invada il tuo ufficio.
Ho una brutta notizia per te: se pensi che basti pagare la fattura per vedere i risultati, sei sulla strada giusta per buttare via il tuo denaro.
In questo articolo spiego perché il mio lavoro (o quello di qualunque altro professionista) da solo non basta e quali sono i 5 errori fatali che molti imprenditori medio-piccoli commettono dopo aver assunto un consulente.
Indice dei paragrafi:
- L'illusione del "pilota automatico"
- Errore 1: Trattare il sito come un costo e non come un asset
- Errore 2: Ignorare i consigli sui contenuti (il "so tutto io")
- Errore 3: Avere la pazienza di un colibrì sotto caffeina
- Errore 4: Dimenticarsi di vendere (il "collo di bottiglia")
- Errore 5: Nascondere i dati al tuo consulente
- Conclusione: Come far fruttare davvero il tuo investimento
L'illusione del "pilota automatico"
Partiamo da un concetto base: la SEO non è un elettrodomestico. Non è che compri il "pacchetto posizionamento", lo attacchi alla spina e quello inizia a produrre fatturato mentre tu sei al mare.
La SEO è più simile a un allenamento in palestra. Io posso essere il tuo personal trainer, posso scriverti la scheda perfetta, controllarti l'esecuzione degli esercizi e spiegarti cosa mangiare. Ma se poi tu, quando non ci vediamo, ti abbuffi di grassi idrogenati e non sollevi nemmeno un peso (e, vista la mia "panza", parlo con cognizione di causa ), i muscoli non cresceranno mai!
Sviluppare un sito o ottimizzarlo per i motori di ricerca è un lavoro di squadra. Io metto la tecnica, tu ci devi mettere l'anima e l'operatività. Se manca uno dei due pezzi, la macchina non parte.
Vediamo quindi dove si inciampa di solito.
Errore 1: Trattare il sito come un costo e non come un asset
Molti piccoli imprenditori vedono il sito web come una tassa da pagare per essere online.
"Mi serve il sito perché ce l'hanno tutti".
Con questo approccio, ogni centesimo speso sembra troppo (e probabilmente lo è, visti i presupposti).
Cosa succede allora? Si cerca di risparmiare sulle fondamenta:
- Scegli un hosting da pochi euro l'anno che va alla velocità di un bradipo zoppo.
- Non vuoi investire in foto professionali e usi quelle sgranate fatte col telefono nel 2015.
- Ti rifiuti di implementare funzioni che migliorano l'esperienza dell'utente perché "costano troppo".
Il risultato? Io posso anche fare un lavoro SEO magistrale e portarti in prima pagina su Google ma se quando la gente clicca si trova davanti un sito lento, brutto e difficile da navigare, scapperà via in tre secondi. E tu avrai pagato me per portare traffico a un sito che non converte.
Inoltre, se i tuoi visitatori abbandonano il sito poco dopo esserci arrivati, presto perderai anche la prima pagina di Google.
Devi vedere il sito come un investimento da trattare con cura e sfruttare a tuo vantaggio, non come una tassa obbligatoria.
Errore 2: Ignorare i consigli sui contenuti (il "so tutto io")
Questo è un classico: arriva il momento in cui ti dico che per posizionarci su questa ricerca dobbiamo scrivere un articolo che spieghi come risolvere un problema specifico ai tuoi clienti.
E qui scatta la resistenza. Le risposte tipiche sono:
- "Ma a me non piace come suona questa frase."
- "Nel mio settore queste cose non si dicono."
- "Non ho tempo."
- "Queste sono sciocchezze. Io faccio questo mestiere da 20 anni e so come si vende."
- "Voglio solo che ci sia scritto che siamo leader di settore dal 1980."
Ecco il punto: a Google (e ai tuoi Clienti) non frega nulla che tu sia "leader di settore". Al cliente interessa risolvere un problema.
Se io ti consiglio di usare certe parole o di strutturare i testi in un certo modo, non è perché voglio fare il poeta ma perché i dati dicono che la gente cerca quelle cose lì.
Errore 3: Avere la pazienza di un colibrì sotto caffeina
Viviamo nel mondo del "tutto e subito". Ordini una pizza e arriva in 20 minuti. La SEO, purtroppo per te, non funziona così.
Molti clienti iniziano a seguirmi con entusiasmo il primo mese. Al secondo mese iniziano a chiedere perché non sono ancora primi. Al terzo mese, se non vedono il raddoppio del fatturato, decidono che la SEO non funziona e smettono di seguire i consigli.
È l'errore più costoso che tu possa fare. La SEO è un investimento a medio-lungo termine. Interrompere dopo tre mesi è come piantare un albero di mele e abbatterlo perché dopo poche settimane non ha ancora i frutti.
Ti serve un sito che funzioni come questo articolo?
Se hai trovato facilmente questo articolo, immagina cosa posso fare per il tuo business! Non creo semplici pagine Web, ma strumenti di vendita ed e-Commerce ottimizzati per portarti risultati reali, proprio come ho fatto per posizionare altraSoluzione su Google.
Scopri come lavoroErrore 4: Dimenticarsi di vendere (il "collo di bottiglia")
Immagina questa scena: io faccio un lavoro pazzesco, il tuo sito vola, le persone iniziano a scriverti tramite il modulo di contatto o a chiamarti in ufficio. La SEO ha vinto, giusto? No, se poi succede questo:
- Rispondi alle email dopo 4 giorni.
- Il tuo personale al telefono è sgarbato o impreparato.
- Le recensioni della tua attività sono mediocri o le tue risposte alle critiche sono "acide" e dimostrano poca disponibilità verso i Clienti.
- Il tuo processo di vendita è così complicato che la gente rinuncia a metà.
Io posso portarti il cliente sulla soglia del negozio ma il contratto lo devi firmare tu.
Errore 5: Nascondere i dati al tuo consulente
"Fabio, fammi la SEO, ma non chiedermi quanto vendo o quali sono i prodotti che mi rendono di più!".
Lavorare così è come chiedere a un medico di curarti senza farti fare le analisi del sangue. Per darti consigli sensati, io ho bisogno di sapere tutto: i margini reali, cosa chiedono i clienti al telefono, le lamentele tipiche.
Se non condividi queste informazioni, lavorerò su dati generici. E i dati generici portano risultati mediocri.
Conclusione: Come far fruttare davvero il tuo investimento
Pagare un professionista è l'inizio di un percorso, non la fine. Se vuoi che il tuo investimento porti soldi veri sul tuo conto corrente, devi essere pronto a:
- Ascoltare: anche quando quello che ti dico non è quello che vorresti sentirti dire.
- Agire: implementare i cambiamenti richiesti in tempi brevi.
- Pazientare: dare alla strategia il tempo di maturare.
- Collaborare: essere parte attiva del processo creativo e strategico.
Vuoi smettere di commettere questi errori e iniziare a costruire una presenza online che funzioni davvero? Possiamo parlarne insieme e capire come impostare una collaborazione che sia una vera partnership.
Ti va di raccontarmi la tua esperienza? Hai mai assunto un consulente per poi lasciarlo nel dimenticatoio? Scrivimelo nei commenti!
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