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Cos'è un Dominio Internet e cos'è un DNS?

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Immagini gratisCos'è un Dominio Internet? Cos'è un Dominio di Terzo Livello? E quali sono quelli di Primo e Secondo Livello? E cos'è un DNS? Scopriamolo insieme in questo articolo tecnico... ma non troppo. Smile

La difficoltà nel ricordare numeri

Ogni dispositivo (computer, stampante, NAS, ecc...) in una rete è identificato da un indirizzo IP, cioè un gruppo di 4 numeri che possono assumere valori compresi tra 0 e 255 (8 bit ciascuno = 1 byte).

Questo indirizzo è esclusivo, cioè due dispositivi nella stessa rete non possono avere lo stesso indirizzo IP. In pratica l'indirizzo IP è la targa del dispositivo, come le targhe delle auto: non possono essercene due uguali.

"Anticamente", quando due dispositivi (di solito all'interno dello stesso ufficio) dovevano comunicare tra loro, si "chiamavano" con l'indirizzo IP.
Per esempio, se l'operatore di un computer desiderava scambiare dei dati con un altro computer, doveva conoscerne l'indirizzo IP ed eseguire i corretti comandi verso quell'indirizzo.

Puoi facilmente comprendere quanto fosse poco "pratico" per un essere umano ricordare indirizzi come, per esempio, 192.168.12.152.

Ecco che si è cominciato ad associare dei nomi (hostname) a ogni indirizzo IP. Quindi l'operatore, anziché agire ricordandosi 192.168.12.152 poteva chiamare l'altro computer, per esempio, computer2 oppure computer_gianni.

Un apposito programma (servizio) si occupava di tradurre computer_gianni nell'equivalente indirizzo IP 192.168.12.152 e il comando era eseguito in modo trasparente per l'operatore.

In pratica questo programma operava come una sorta di "elenco telefonico automatico". Infatti, il servizio conosciuto col nome NIS (Network Information Service), inizialmente fu chiamato YP (Yellow Pages = Pagine Gialle) e gli fu poi cambiato il nome per un problema di Copyright con British Telecom.

L'espansione delle reti

In seguito cominciò a nascere l'esigenza di mettere in comunicazione tra loro diversi uffici, diverse sedi della stessa azienda.

Con questa esigenza si è sviluppata la soluzione del dominio, grazie alla quale si poteva identificare non solo il nome del dispositivo che si voleva raggiungere ma anche l'ufficio dov'era collocato. Quindi si poteva contattare il computer_gianni nell'ufficio_acquisti con la semplice espressione computer_gianni.ufficio_acquisti, con il vantaggio che potevano esistere due computer_gianni, ma in diversi uffici.

Tutto questo in un'ottica limitata a una singola azienda e senza l'esigenza di dialogare con l'esterno.

Dominio di primo, secondo e terzo livello

Col passare degli anni, man mano che si sviluppava Internet avvicinandosi a quella che oggi conosciamo, dovendo in pratica creare almeno un dominio per ogni azienda del pianeta ed esistendo la possibilità che due aziende in diverse nazioni avessero lo stesso nome, è stata aggiunta una terza "parola", arrivando così ai tre livelli, separati da un punto (.), che oggi conosciamo. Ecco i tre livelli:

  • Primo livello: la parte più a destra che identifica la nazione oppure il tipo di servizio che fornisce quel sito. Alcuni esempi sono it, fr, uk, com, org, eu, gov, info, ecc...).
    Questo livello, per esempio, rende possibile che due aziende diverse abbiano lo stesso nome in diverse aree geografiche oppure che la stessa azienda abbia siti e lingue diverse per le diverse nazioni.
    N.B.: esistono delle regole e delle convenzioni sui domini di primo livello diversi dalle sigle nazionali. Se vuoi approfondire puoi leggere questa pagina di Wikipedia.
  • Secondo livello: la parte centrale che di solito identifica l'azienda. Per esempio microsoft, facebook, twitter, ecc...
  • Terzo livello: la parte più a sinistra, che identifica diversi dispositivi o diversi servizi all'interno della stessa azienda. Per esempio www (il più famoso), posta, webmail, assistenza, demo, ecc... oppure addirittura può identificare un particolare sito "ospitato" da una delle tante aziende che forniscono spazio web su dominio di terzo livello.
    Alcuni esempi di domini di terzo livello, diversi dal classico www, sono i siti ospitati da wordpress.com (xxxxxxxxxx.wordpress.com) virgilio.it (xxxxxxxxxx.virgilio.it), ecc...

Cosa ne è stato dell'indirizzo IP?

In questa foresta di nomi di dominio il caro vecchio indirizzo IP non ha mai cessato di esistere e ancora oggi ogni singolo dispositivo del mondo ha il suo indirizzo IP e con quello è identificato, univocamente.

Però il tuo computer, quando digiti www.microsoft.com nella barra indirizzi del tuo browser, interroga un DNS (Domain Name System) e gli chiede: "qual è l'indirizzo IP di quel server?". Il DNS gli risponde con il corretto indirizzo (o più di uno) e il browser lo contatta.
Il DNS è un servizio del tutto simile al NIS di cui ho parlato all'inizio, solo che agisce su scala mondiale.

Ecco una spiegazione molto semplificata del funzionamento di un DNS:

  1. Nel browser, tu digiti www.microsoft.com
  2. Il browser, tramite il collegamento a Internet, chiede al DNS "Qual è l'indirizzo IP di www.microsoft.com?"
  3. Il DNS cerca nel suo archivio e risponde "23.62.103.89"
  4. Il browser si collega all'indirizzo "23.62.103.89" e ti mostra i contenuti del sito (ma tu vedi sempre www.microsoft.com, in modo trasparente)

Se vuoi verificare tu stesso come sono "risolti" i nomi, apri il prompt dei comandi di Windows (funziona anche sui terminali di Linux e Mac) e leggi gli indirizzi IP che sono restituiti, usando il comando nslookup:

nslookup www.microsoft.com (23.62.103.89 nel momento in cui scrivo), oppure nslookup www.google.it (216.58.205.99, sempre nel momento in cui scrivo)

Ovviamente puoi provare con qualsiasi altro dominio e se vuoi conoscere il tuo indirizzo IP pubblico, puoi cliccare su questo link.

Un'ultima nota: gli indirizzi IP composti da 4 Byte (massimo valore circa 4,3×109 = 4,3 miliardi) cominciano a non bastare più per indicare tutti i dispositivi del mondo collegati a Internet. È per questo motivo che negli ultimi anni si è sviluppato un nuovo sistema d'indirizzamento IP detto "IPv6" (al posto del precedente IPv4), basato su 16 Byte (128 bit) anziché 4 (32 bit).

L'IPv6 consente d'indirizzare circa 3,4×1038 dispositivi!

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Fabio Donna

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