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SEO: come ottimizzare un Sito Web per i motori di ricerca

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Ottimizzazione motori di ricercaHai un Sito Internet e vuoi sapere cosa fare per migliorare la posizione sui motori di ricerca? In questo articolo cerco di offrire, con pochi termini tecnici, alcuni consigli che miglioreranno le tue probabilità di "scalare la montagna" del ranking.

Cominciamo dicendo che non esistono regole che, se rispettate, ci facciano affermare di aver fatto il massimo per migliorare la posizione del nostro Sito Internet sui motori di ricerca, permettendoci così di "riposare" senza fare più nulla. Le "classifiche" dei motori di ricerca sono quanto di più instabile esista in informatica e si può sempre migliorare (o peggiorare), a volte anche senza far niente! Smile
Tantopiù che, mentre tu non fai niente, i tuoi concorrenti cercano di migliorare continuamente quindi, anche se sei riuscito a raggiungere la prima posizione per le parole chiave che t'interessano, non è affatto detto che tu ci rimanga a lungo.

Ma il miglioramento delle pagine dei concorrenti non è l'unico motivo dei continui cambiamenti nelle "classifiche".

Infatti, anche gli algoritmi che i motori di ricerca adottano per stabilire quale sito debba apparire prima rispetto ad altri, in base alle parole digitate da chi esegue la ricerca (che non sono gli unici fattori a influenzare i risultati, che sono "scelti" anche in base alla geolocalizzazione e altri parametri), sono segretissimi e in continua evoluzione.

Il motivo per cui sono segreti non ha radici "complottistiche" o di spionaggio (o almeno non solo Smile) ma, pur essendo un po' controintuitivo, ragionandoci un po' ci accorgiamo che non è per niente banale.

Visto che l'articolo è un po' lungo, inserisco un indice dei paragrafi:

Il Grande Segreto

Il segretoIn questo mio articolo mi riferirò quasi unicamente a Google perché attualmente è il leader indiscusso della ricerca su web, ma gli stessi concetti si applicano più o meno a tutti i motori di ricerca.

Per semplicità immaginiamo per un attimo che al mondo esistano soltanto 1000 Siti Web, composti da una sola pagina e che Google dichiari ufficialmente che saranno messi ai primi posti nei risultati di ricerca i siti che avranno il titolo "Supercalifragilistichespiralidoso", indipendentemente dalle parole ricercate.

Tutti i proprietari di Siti Internet si affanneranno a modificarli per rispettare questa regola, con l'obiettivo di raggiungere le prime posizioni nelle ricerche.

Ed ecco che in poco tempo su Google avremo 1000 siti diversi ma tutti con il titolo "Supercalifragilistichespiralidoso".
Ma la prima pagina di Google (SERP = Search Engine Results Page) contiene al massimo 10 risultati (100 personalizzando la ricerca). Di conseguenza soltanto alcune pagine web potranno godere di posizioni privilegiate.

Chi saranno i 10 fortunati? Difficile dirlo perché tutti i 1000 concorrenti rispettano alla lettera l'unico requisito per apparire nelle prime posizioni, quindi teoricamente tutti con pari merito.

Uscendo dall'immaginario ed entrando nel mondo reale, se Google rendesse pubblici gli algoritmi che utilizza nell'indicizzare e posizionare i milioni di siti web censiti, tutti applicherebbero alla lettera le "formule" dichiarate e si arriverebbe presto a una situazione di parità per la maggior parte di essi, con il risultato che il posizionamento privilegiato sarebbe frutto soltanto della fortuna.

A questo punto è chiaro che rendere pubbliche le "regole del gioco" non aiuta la qualità (attinenza) dei risultati di ricerca perché, pur avendo tutti rispettato la regola del titolo, i contenuti dei 1000 siti web saranno tutti diversi (a parte il titolo), qualcuno più attinente alla query (parole cercate dall'utente), qualcun altro assolutamente lontano dall'argomento e non è detto che in prima pagina appaiano quelli più attinenti.

Cerchiamo di capire che l'obiettivo principale di Google non è quello di favorire i Siti Web che rispettano le regole. Lo scopo di Google è di offrire ai suoi utenti i risultati che più si avvicinano alle loro aspettative quando cercano qualcosa su Internet!
La pertinenza, la completezza delle informazioni e la reputazione sono le chiavi che aprono le porte dei primi posti sui motori di ricerca.

Quindi, a mio parere, è corretto da parte di Google (e degli altri motori di ricerca) non divulgare completamente i suoi algoritmi, i suoi "metri di giudizio", perché ciò risulterebbe in un'omologazione, un "appiattimento" dei Siti Web, rendendo pressoché impossibile (e inutile) ogni sforzo di miglioramento da parte dei gestori dei siti in quanto, una volta rispettate quelle regole, non c'è più nulla da fare per migliorare.

Meglio lasciar trasparire soltanto alcuni concetti di base, primo tra i quali è il fatto che saranno premiate la quantità, la qualità e la pertinenza dei contenuti.

In questo modo l'ambizione dei titolari dei siti li spingerà a pubblicare contenuti sempre migliori, a vantaggio della Comunità... o almeno questa è la speranza. Smile

Ovviamente chi si occupa di SEO non si affida soltanto sulla fortuna (che comunque ha il suo peso Smile) e molte regole sono note, sia perché divulgate da Google nei rari e preziosi comunicati ufficiali, sia perché nel tempo sono state dedotte empiricamente, analizzando cause ed effetti, compito affatto facile visto che gli effetti non si presentano in tempo reale e che spesso bisogna aspettare dei mesi per notare un miglioramento o un peggioramento nella SERP conseguente a una modifica fatta sul proprio Sito Internet.

Quale dominio scegliere?

Immaginiamo che la società "PincoPallo S.r.l.", che si occupa di impianti elettrici, voglia realizzare un sito web per promuovere i suoi servizi e/o prodotti.

Qual è la migliore scelta per la scelta del nome del dominio?

Dipende.

Se la società in questione è un marchio molto conosciuto (e quindi molto ricercato) allora probabilmente l'unica scelta possibile è quella di un dominio col nome della società stessa, per esempio pincopallo.it (e/o .com, ecc...).

Se invece questa società non è famosa allora si prospettano due casi:

  1. Vuoi costruire il tuo "brand", il tuo marchio, facendo un lavoro sul medio-lungo termine: in questo caso puoi intestare sito e dominio con il tuo marchio (come ho fatto con altraSoluzione) e poi creare delle "landing page" ottimizzate per le parole chiave con cui vuoi essere trovato.
    Nel caso dell'esempio il dominio potrebbe essere www.pincopallo.it e poi si potrebbe creare una pagina www.pincopallo.it/realizzazione-impianti-elettrici che sia ottimizzata per queste parole chiave.
    Questo metodo non "paga" sul breve termine e ci vorranno mesi, forse anni per riuscire a conquistare posizioni rispettabili nelle SERP (dipende dalla concorrenza). Ma sui tempi lunghi potrebbe risultare vantaggioso, soprattutto se la tua attività non è focalizzata su un'unica tipologia di servizio/prodotto.
  2. Vuoi posizionarti bene su Google prima possibile per un gruppo di parole chiave: in questo caso forse ti conviene creare un dominio detto "exact match domain" (dominio a corrispondenza esatta) che contenga suddette parole chiave. Nell'esempio in analisi potrebbe essere www.impiantielettrici.it oppure www.impiantielettriciroma.it, nel caso in cui tu voglia concentrare i tuoi sforzi su una particolare area geografica (nel nostro caso Roma).
    Sì perché, contrariamente a quanto sostengono molti esperti e Google stessa, il dominio a corrispondenza esatta funziona ancora. Basta fare qualche ricerca su Google per rendersene conto.

Per quanto riguarda il primo livello, cioè l'ultima parte del dominio (.it, .com, .org, ecc...), se il sito si rivolge a un pubblico italiano allora probabilmente il ".it" è da preferire. Invece, se si aspettano visite da altre nazioni, è consigliabile scegliere un ".com" o al limite un ".eu".
C'è anche da dire che gli italiani, quando cercano un sito digitando direttamente l'URL, provano prima con ".it" e poi con ".com".
Non è esclusa la possibilità di prendere più di un dominio, gestendoli poi sapientemente per evitare di creare duplicati, tanto odiati da Google.

La quantità dei contenuti

Google ama i testi e li cerca con ingordigia. Un sito senza testi è un sito che probabilmente non apparirà nelle ricerche, tantomeno in prima pagina... e forse neanche in centesima pagina!

Devi scrivere testi, tanti testi, tutti diversi tra loro, di qualità e pertinenti. Se Google non troverà testi che lo soddisfino sul tuo sito andrà a cercarli su quelli dei tuoi concorrenti!

Ricordati anche che a Google non interessa che il tuo sito sia "bello" (e tutto sommato, salvo casi particolari, non interessa neanche ai visitatori, credimi), se non scrivi informazioni rilevanti.

Questo non vuol dire che non devi fare un sito esteticamente gradevole ma solo che non devi dedicare all'estetica più risorse di quante ne dedichi all'inserimento di testi interessanti e soprattutto che non devi appesantire il caricamento delle pagine solo per soddisfare un criterio estetico che è tuo e (forse) soltanto tuo!

Quindi non inserire immagini pesanti a meno che non sia strettamente necessario, non inserire animazioni o video in "auto-play", non inserire javascript a meno che non sia indispensabile per il funzionamento del sito e così via.

In un'unica frase: tutto ciò che è inutile è dannoso! Smile

La qualità dei contenuti

QualitàTanti anni fa, quando i primi motori di ricerca apparvero sul Web (se, come me, hai barba e capelli bianchi forse ricorderai Lycos, WebCrawler, Altavista...) i loro algoritmi erano molto rudimentali e bastava che una pagina web contenesse una delle parole cercate per apparire nei risultati e spesso ai primi posti perché c'era poca concorrenza. A quell'epoca, contrariamente a quanto avviene oggi, l'importante era apparire nei risultati, indipendentemente da quanto la pagina proposta fosse attinente alla ricerca effettuata e fin da subito cominciarono a farsi strada gli immancabili "furbetti" che inondavano le loro pagine web di interi dizionari, con caratteri piccolissimi e dello stesso colore dello sfondo (in modo da essere invisibili per il visitatore) con lo scopo di essere indicizzati dai pochi (e "rudimentali") motori di ricerca per tutte le parole esistenti.

Con i moderni algoritmi dei motori di ricerca, questa pratica non solo non ottiene il risultato sperato ma, al contrario, viene punita dai motori di ricerca, fino all'eliminazione completa dagli indici del sito "colpevole".

Questo è possibile grazie al fatto che Google oggi dispone di un sistema di analisi semantica ed è in grado di comprendere e memorizzare non solo le parole contenute in una pagina web ma, con buona approssimazione, anche la sintassi, la naturalezza e la coerenza dei contenuti nella loro interezza ed è quindi in grado di capire se una parola o una frase sono state inserite come "acchiappa-click" o se sono immerse in un contesto pertinente.

Analogamente Google è anche in grado di capire se una keyword è stata ripetuta decine di volte in una pagina con l'unico scopo di "guadagnare punti nella classifica", senza una reale motivazione lessicale.

In poche parole: per apparire migliore di altri agli occhi di Google è necessario scrivere con naturalezza, contenuti di qualità. Questa pratica offre anche il vantaggio di essere gradita ai lettori, che magari torneranno a farci visita e ci citeranno su altri siti, aumentando i click in ingresso (cosa che Google apprezza e premia).

La pertinenza dei contenuti

Mele e pereUn'altra cosa che Google apprezza è la coerenza. Se ho un Blog dedicato agli appassionati di moto, Google "si aspetta" che i miei articoli parlino prevalentemente di questo argomento. Se così è il mio posizionamento per le keyword relative a questo argomento sicuramente migliorerà nel tempo.

Ma se nello stesso Blog parlo di moto, di calcio, di ristoranti, di musica e di computer, anche se lo faccio in modo competente e corretto, farò fatica a posizionarmi bene sui motori di ricerca perché la pertinenza per ogni singolo argomento sarà "diluita".

Insomma, come dicevano gli antichi, evita di mischiare le mele con le pere o, almeno, mettile in cestini separati, cioè separa bene gli argomenti tramite le categorie! Smile

Come scrivere con naturalezza inserendo la giusta quantità di keyword

KeywordIl miglior modo per scrivere contenuti di buona qualità e che abbiano una struttura "naturale" è iniziare scrivendo "di getto", senza pensare troppo alla forma e alle keyword. Affronta l'argomento così come faresti chiacchierando con un amico, scrivi tutto quello che vuoi comunicare e scrivi soprattutto per il tuo lettore, senza pensare troppo ai motori di ricerca, con paragrafi brevi e il più possibile chiari.

Successivamente rileggi l'articolo, correggi la struttura in modo da renderla più chiara possibile e, dove ne vedi l'opportunità, inserisci le keyword per cui vuoi essere trovato, evitando di esagerare con la quantità.

Una cosa che non devi mai dimenticare quando hai finito di scrivere un articolo e prima di pubblicarlo è di farlo passare per un correttore ortografico (per esempio quello di Word). Chiunque scriva molto sul computer sa perfettamente quanto il refuso sia sempre in agguato, soprattutto dopo molte ore passate sulla tastiera. Sa anche che quando si edita un articolo e si vogliono spostare intere frasi o paragrafi con la tecnica del taglia-incolla spesso si commettono errori lasciando parole che avevano senso nella frase precedente ma che lo perdono nella nuova frase modificata.

È anche sempre bene rileggere, rileggere, rileggere e possibilmente far rileggere a un'altra persona un articolo prima di pubblicarlo.

Le immagini

È vero che Google ignora le immagini in un articolo, nel senso che ciò che si vede nell'immagine è irrilevante dal suo punto di vista, soprattutto perché Google non ha gli occhi per vederle ed elaborarle secondo uno schema umano Smile, ma è anche vero che Google legge e comprende benissimo il nome del file dell'immagine e soprattutto il tag alt="Descrizione dell'immagine".
Inoltre le immagini aiutano molto a "spezzare" i contenuti e a renderli più leggibili, più chiari e piacevoli per il visitatore.

Ecco perché è importante inserire immagini negli articoli e inserirle in modo corretto, con un nome del file che sia descrittivo, evitando nomi come immagine001.jpg e preferendo nomi come parole-chiave.jpg oppure parole_chiave.jpg, aggiungendo anche il tag "alt".
In questo modo avremo anche un'opportunità in più di essere trovati grazie a Google Immagini.

Altri fattori importanti sono il "peso" (Byte occupati) e le dimensioni (pixel larghezza/altezza) delle immagini. Un errore che vedo commettere spesso su molti siti, forse un po' per pigrizia, è quello di inserire immagini grandissime (per esempio 5616x3744) in uno spazio ridotto (per esempio 300x200) ridimensionandole con i tag width="300" height="200" oppure con i CSS style="width: 300px; height: 200px;".

Così facendo, la quantità di dati che il visitatore sarà costretto a scaricare sarà uguale a quella dell'immagine intera (diciamo circa 4MB) ma lo stesso identico risultato "visivo" sarebbe stato ottenuto ridimensionando il file originale a 300x200px, riducendone il "peso" a soltanto circa 10KB (400 volte più piccola!).

Nell'esempio qui sotto, la prima immagine è stata inserita dal file originale (2048x1365px) ridimensionandone la visualizzazione a 320x213px e occupa circa 650KB (Google penalizzerà questo articolo per questo "errore voluto" a scopo dimostrativo) mentre la seconda immagine è ottenuta ridimensionando direttamente l'immagine originale e occupa soltanto 35KB.

Come puoi notare, la resa visiva è pressoché identica però, utilizzando il metodo di ridimensionamento del file sorgente, si risparmia il 95% (!!!) in termini di Byte:

Cliccando sulle immagini puoi vederle a dimensioni naturali:

Immagine grande
Immagine grande: circa 650 KB
Immagine piccola
Immagine piccola: circa 35 KB

Ignorare questo consiglio, oltre a rallentare inutilmente il caricamento della pagina, comporta una penalizzazione da parte dei motori di ricerca.

Se vuoi avere ulteriori spiegazioni sul dimensionamento delle immagini puoi leggere il mio articolo "Come creare le immagini per un sito web".

Le animazioni flash e la musica

MusicaMalgrado ormai tutti gli esperti sconsiglino vivamente questa pessima abitudine nata parecchi anni fa, quando ancora si pensava che un sito dovesse stupire più che informare, ancora oggi ci sono persone che mi chiedono d'inserire nei loro siti animazioni flash e/o brani musicali di sottofondo.

QUESTO È SBAGLIATO!
QUESTO È SBAGLIATO!
QUESTO È SBAGLIATO!
QUESTO È SBAGLIATO!
QUESTO È SBAGLIATO!
QUESTO È SBAGLIATO!
(ripetere all'infinito)

Per quanto riguarda le animazioni Flash i motivi sono molto semplici: non vengono lette dalla maggior parte dei dispositivi "mobile" (smartphone e tablet) e annoiano a morte i visitatori.

Arrivare su un sito che ci costringe a vedere una pagina introduttiva con 1 minuto di (inutile) animazione Flash, dopo aver aspettato il tempo di download di quell'enorme e inutile quantità di dati e senza fornirci nessuna delle informazioni che cercavamo ci costringerà inevitabilmente ad abbandonarlo.

Per la musica invece, oltre a motivi di "banda", cioè di quantità di dati scaricati (sempre inutilmente), ci sono un paio di motivi, a mio parere fondamentali, per evitarla:

  1. Se voglio ascoltare della musica dispongo di un milione di modi per farlo, scegliendo quella che piace a me e senza dover aspettare che un sito m'imponga la sua.
  2. Se mi trovo in ufficio, anche se sto visitando quel sito per motivi lavorativi, potrebbe essere molto imbarazzante essere guardato da tutti i colleghi (e dal mio capo) perché dalle casse del mio PC esce Shakira "a palla". Smile

Quando pensi d'inserire quel brano musicale che ti piace tanto o un'animazione in Flash che ti fa sentire tanto bravo con la grafica, ricordati che se vuoi che il tuo sito abbia successo deve piacere ai visitatori e a Google, non a te! Smile

Non copiare!

Non copiareA prescindere dagli evidenti problemi di Copyright e dagli aspetti legali a essi legati, Google detesta i "copioni" e li "punisce" severamente.

Non copiare mai testi da altri siti, neanche traducendoli da altre lingue perché, oltre a correre il rischio di essere denunciato dal titolare del sito "sorgente", hai ottime probabilità di essere "cestinato" da Google.

Se proprio vuoi che il tuo lettore prenda visione del testo presente in un'altra pagina Web, inserisci nel tuo testo un link a quella pagina. Così facendo non violerai nessun copyright, Google l'apprezzerà perché gli piacciono i link, soprattutto se da/verso siti autorevoli e anche il proprietario di quella pagina ti sarà grato.

Piccole citazioni, magari col consenso dell'autore e/o citando la fonte, sono tollerabili, a volte perfino gradite.

Anche ispirarsi da un articolo scritto da altri è accettabile, a patto che sia fatto con lo scopo di trattare lo stesso argomento esprimendo un punto di vista diverso e con parole diverse.

Ma fare copia-incolla di interi articoli da altri siti è assolutamente da evitare!

Google apprezza i link da siti esterni, ma anche verso siti esterni, soprattutto se si tratta di siti autorevoli e con un buon ranking. Inoltre apprezza anche i link ad altre pagine sul tuo stesso sito, anche se in misura minore.

Quindi quando ritieni che sia opportuno per fornire maggiori informazioni sull'argomento che stai trattando e sempre senza esagerare, inserisci nel testo dei collegamenti ad altre pagine.

Però Google apprezza molto di più i link che da altri siti rimandano al tuo. Quindi fai in modo che i tuoi lettori ti citino, scrivendo contenuti interessanti e che piacciano ai visitatori tanto da consigliare la lettura del tuo articolo ad altre persone su altri siti, per esempio Blog e Forum.

Puoi anche fare tu stesso il tuo link-building citando i tuoi articoli su altri siti, sempre con discrezione, con modalità e in contesti compatibili con gli argomenti di cui parli e assicurandoti prima che questa pratica sia consentita dal regolamento del Blog/Forum in cui vuoi inserire il link.

Gli strumenti di Google

Impara a utilizzare Google Analytics, Google Search Console e Google Keyword Planner.

Sono tre strumenti utilissimi (e gratuiti) per comprendere quali sono i comportamenti dei tuoi visitatori, per scoprire eventuali problemi riscontrati da Google sul tuo sito, per capire quali siano le migliori keyword da utilizzare.
Cioè, sono tutti strumenti che ti permettono di "aiutare" Google a indicizzare correttamente il tuo sito.

Sii "Sociale"!

Social NetworkI Social Network (Facebook, Twitter, Google+, ecc...) non sono direttamente influenti sul ranking del tuo sito internet ma sono un eccellente mezzo di divulgazione perché frequentati da milioni di utenti e possono aiutarti ad avere più visite. Un sito molto frequentato piace ai motori di ricerca e oggi le persone passano molto più tempo sui Social Network che sul web "normale".

Considera che più del 10% delle visite a questo sito provengono dai Social Network (soprattutto Facebook) e non mi pare un parametro da sottovalutare. Smile

Però gestire le pagine sui vari Social Network comporta del lavoro ulteriore. Quindi valuta bene su quanti e quali Social apparire, su quali hai maggiore probabilità di trarne un vantaggio in termini di visite.

Sii "Responsive"!

Oggi avere un sito responsive è assolutamente necessario per ottenere un buon punteggio dai motori di ricerca perché sempre più persone navigano il Web dagli Smartphone o dai Tablet.

Assicurati che il tuo sito sia visualizzabile su questi dispositivi. Direttamente, tramite uno o più apparati mobile, oppure tramite l'apposito tool messo a disposizione da Google.

Sii "SSL"!

È un po' che Google ha iniziato una campagna sulla sicurezza del Web e la porta avanti anche privilegiando i siti accessibili tramite HTTPS rispetto a quelli accessibili soltanto tramite HTTP.

Il protocollo HTTPS ha il vantaggio di criptare i dati che vengono scambiati tra il server e il browser impedendo, o almeno rendendo difficile a qualcuno che riesca a "intrufolarsi" nella connessione (MITM = Man In The Middle = Uomo nel mezzo) di carpire password, numeri di carta di credito e altre informazioni riservate.

Anche i browser recentemente hanno cominciato a combattere questa battaglia segnalando all'utente le connessioni "non sicure".

Quindi, se fino a ieri questa scelta era opzionale e dettata dall'effettiva esigenza di rendere sicuri i dati (se un sito non richiede password o informazioni riservate non c'è alcun motivo per criptare la connessione), oggi non è più facoltativo e la tendenza è quella di portare tutti a offrire connessioni sicure al proprio sito Web.

Tutti i fornitori di spazio Web (hosting) possono fornire questa possibilità, a pagamento o gratuita e il mio consiglio, se vuoi migliorare le probabilità di scalare le classifica di Google, è d'implementarla.

A tal proposito desidero segnalare un problema con Aruba: il loro certificato gratuito non funziona con sistemi Android precedenti alla versione 4.4.3 così come segnalato sul loro sito, il che è inammissibile a mio parere visto che parliamo di dispositivi vecchi soltanto di due o tre anni.

Se invece il tuo sito è su un server sotto la tua gestione (fisico o virtuale che sia), desidero segnalarti Let’s Encrypt, che fornisce certificati gratuiti e di facile implementazione.

I tag title e meta description

Ultimi, ma non per importanza, questi due tag che sono fondamentali per l'indicizzazione e il posizionamento.

Bisogna dedicare molta attenzione alla compilazione di questi due tag perché, in pratica, queste due stringhe di testo rappresentano il "biglietto da visita" della pagina su Google. Infatti, oltre al fatto che Google attribuisce al title un peso elevato nel ranking, questi sono i testi che appariranno nella SERP quando un utente troverà le nostre pagine in una ricerca, in questo modo:

Ricerca Google

Quindi dovremo scegliere per questi tag dei testi attraenti, cioè che invitino l'utente a cliccare e contemporaneamente rilevanti, cioè possibilmente contenenti le keyword per cui vogliamo essere trovati.

Inoltre dovranno essere testi unici, sempre diversi per ogni pagina del sito.

N.B.: da qualche tempo Google ha iniziato a mostrare nelle SERP parti del testo contenuto nella pagina al posto della meta description e lo fa quando ritiene che quella frazione di testo sia più "pertinente" con le parole ricercate dall'utente.

Conclusioni

Il posizionamento sui motori di ricerca non è un obiettivo raggiungibile senza sforzi. Creare un sito internet che raggiunga dei buoni risultati richiede un grande impegno, una grande attenzione e almeno un minimo di competenza.

Ecco perché io dico sempre ai miei Clienti che per creare una squadra che funzioni è importante che loro imparino un po' del mio mestiere così com'è importante che io ne impari un po' del loro. In questo modo è possibile creare le basi per una solida collaborazione e acquisire un gergo comune che consenta di concordare e raggiungere degli obiettivi, anche ambiziosi.

Parallelamente, così come ho scritto nell'articolo "Creare un Sito Web: sei sicuro di volerlo fare?" e contro i miei interessi, raccomando sempre di riflettere bene sulla propria disponibilità di tempo prima d'impegnarsi nella progettazione e la realizzazione di un sito internet perché, riprendendo il sottotitolo di questo articolo, «avere un sito Internet che non visita nessuno è peggio che NON averlo» e per ottenere buoni risultati ci vogliono tempo e dedizione.

Se vuoi avere altre informazioni sentiti liberissimo di contattarmi.

Puoi anche fare riferimento alla Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca (SEO).

Fabio Donna

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